di Chiara Ghelfi, redattrice di Sogni&Bisogni
“La follia è diversità oppure paura della diversità”. Questa frase di Franco Basaglia fa parte di un’opera di Angelica Balducci esposta nella mostra “Tra ragione e follia. Il pensiero di Franco Basaglia nelle opere del Collettivo di artisti di Montemario” inaugurata il 10 ottobre nella Biblioteca Minguzzi Gentili in via Sant’Isaia a Bologna e organizzata in collaborazione con il Collettivo Artisti irregolari di Bologna e Antonella Magnani dell’Ausl di Bologna. La mostra (che è terminata il 17 ottobre) ha aperto la settimana di eventi dedicati alla salute mentale in città.
La mostra consisteva in una installazione di arte diffusa a cura del Collettivo Artisti di Montemario, dedicata al pensiero di Franco Basaglia. Nei corridoi dell’ex ospedale psichiatrico Roncati sono stati appesi 15 tra teli, lenzuola o antiche tovaglie, su cui gli artisti hanno ricamato, cucito, dipinto, stralci di frasi di Basaglia. “Il Collettivo è una realtà territoriale nata nella primavera 2019 per volontà di un gruppo di artisti – racconta Dafne Crocella, antropologa del Collettivo di Montemario – Si è formato negli spazi della Ex Lavanderia del Santa Maria della Pietà, al padiglione 31, all’interno dell’ex ospedale psichiatrico di Roma”. Nel suo rapporto con il territorio, il Collettivo ha sempre lavorato sui temi del disagio psichiatrico attraverso laboratori condivisi e ha inizialmente lavorato ed esposto in questi luoghi.
Ogni anno, in prossimità del 13 maggio, ricorrenza della firma della Legge Basaglia, il Collettivo celebra le Giornate Basagliane: un insieme di mostre, azioni performative, presentazioni di libri, tavole rotonde, cineforum e concerti finalizzati a veicolare le tematiche del pensiero basagliano. “In seguito allo sgombero dell’associazione Ex Lavanderia dal Padiglione 31 le mostre si sono andate muovendo sul territorio invitate da realtà periferiche romane, in festival e in spazi espositivi privati”.
“Dopo la presenza nel Maggio Sermonetano 2023, con l’installazione Merry Go Everywhere, un insieme di cavalli in cartapesta omaggio a Marco Cavallo – racconta Crocella – nell’anno del Centenario della nascita di Franco Basaglia, il Collettivo torna con una installazione di arte diffusa dedicata al grande psichiatra. Una mostra che è un incontro tra parole e immagini, quasi a simboleggiare l’incontro tra pensiero razionale e immaginazione, tra ragione e sragione”. Il progetto “Tra ragione e follia” sta girando l’Italia per stimolare il dibattito sul pensiero di Franco Basaglia, riflettere insieme sui temi del disagio psichiatrico e delle sue ricadute nel nostro contesto sociale.
Durante l’incontro di presentazione il tema principale è stata l’attualità di Franco Basaglia, di quanto queste frasi riprodotte su delle lenzuola abbiano ancora così tanto da dire. Il pensiero dello psichiatra continua a costituire uno stimolo e un impegno per la qualità della vita, il benessere delle comunità, anche attraverso l’innovazione e l’approfondimento scientifico sulle pratiche e sull’organizzazione dei servizi. Il valore centrale del lavoro di Basaglia sta nella sua spinta liberatrice e nell’idea di società – e di welfare – che include, che accoglie, che soccorre, in cui ogni essere umano ha piena cittadinanza. In cui ciò che interessa è il malato, la persona, e non la malattia. Si è dichiarato così il diritto di ogni persona a vivere e a essere curata nel proprio ambiente, circondata da affetti e in luoghi amichevoli, considerando tutti i determinanti di salute e malattia (reddito, istruzione, casa, lavoro). Contro ogni logica di esclusione e internamento in strutture chiuse e separate. Si tratta, evidentemente, di una concezione di assoluta attualità.
È stato Fabio Lucchi, direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell’Ausl di Bologna, a ricordare come i valori fondativi dei servizi, il lavoro della deistituzionalizzazione e dell’inclusione non finisca mai. “L’orientamento alla recovery indica che il sistema dei servizi non si appropria della vita dell’utente controllandone tutti gli aspetti, in quanto lo considera solo portatore di deficit – ha detto – ma costruisce le reti e gli strumenti per una riaffermazione soggettiva degli individui e delle comunità, per percorsi di sviluppo di competenze e risorse, per processi di miglioramento soggettivi e collettivi”.
Roberto Boccalon, giovane psichiatra ai tempi della Legge Basaglia e oggi presidente dell’International Association for Art and Psychology (IAAPs), ha accompagnato i visitatori in una passeggiata della memoria ricordando luoghi, riportando aneddoti e aiutando a leggere un territorio con il quale si convive quotidianamente e del quale troppo spesso sfugge la storia. Boccalon ha raccontato le opere esposte attraverso i ricordi di quando, ancora studente, praticò all’interno dell’ex ospedale psichiatrico, raccontando di Basaglia, riportando racconti di persone ai tempi ricoverate, portandoci in un vero viaggio nel tempo.

Le frasi di Basaglia scelte dagli artisti del Collettivo degli artisti di Montemario:
“Riconoscere la follia là dove essa ha origine, come dire, nella vita” – Antoanetta Marinov
“Corpo, vissuto” – Antonella Fiorillo
“La follia non viene mai ascoltata per ciò che dice o che vorrebbe dire” – Chiara Amici
“Senza accoglienza, ascolto e comprensione non c’è cura, ma controllo. Ed un simbolico odore di merda” – Daniela di Mase
“Una società per dirsi civile dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia” – Francesca Lu
“La follia è una condizione umana. Ed è presente in noi come la ragione” – Gabriele Scocco
“Abbiamo dimostrato che l’impossibile diventa possibile” – Lola Poleggi
“Il malato è l’espressione di una nostra contraddizione. Sia sociale che medica” – Mela Wayfinder
“In noi la follia esiste ed è presente come la ragione” – Mirella Rossomando
“E tu slegalo!” – Nina Razzaboni
“Entrare fuori. Uscire dentro” – Paola Marinelli
“Desideriamo che il nostro corpo sia rispettato, tracciamo dei limiti che corrispondono alle nostre esigenze, costruiamo un’abitazione al nostro corpo” – Silvia Capiluppi
“Da vicino nessuno è normale” – Triana Ariè
“La follia è diversità oppure paura della diversità” – Angelica Balducci
Fonte: Sogni e Bisogni